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Lui & Lei

ossessione virtuale


di RobustoNordest
18.12.2025    |    1.619    |    2 9.4
"Non c’era audio parlato, solo il suo respiro che si faceva via via più profondo..."
Luigi e Angela erano sposati da quarant’anni.
A sessantacinque anni compiuti entrambi, la loro vita scorreva lenta e prevedibile nella piccola casa di periferia, pensione, giardino, televisione la sera, e un letto condiviso dove il desiderio si era ridotto a un’abitudine gentile, quasi rituale.
Facevano l’amore di rado, sempre allo stesso modo: luci spente, missione rapida, un bacio sulla fronte prima di girarsi dall’altra parte.
Una sera d’autunno, mentre Luigi russava già sul divano, Angela prese il telefono e, per noia più che per altro, finì su Facebook. Cercò gruppi “per adulti maturi” e ne trovò uno privato, con un nome ambiguo che prometteva “scambi di esperienze”.
Chiese l’accesso per curiosità, senza immaginare cosa sarebbe successo.
Due giorni dopo la sua casella dei messaggi era piena.
Uomini di ogni età le scrivevano cose dirette, a volte volgari, allegando foto di parti del corpo che Angela non aveva mai visto così esposte.
All’inizio arrossì e chiuse tutto, ma poi la curiosità ebbe la meglio. Tra i tanti, spuntò Roberto.
Trentacinque anni, fisico asciutto ma non da palestrato ossessivo, sorriso tranquillo nelle foto del profilo.
I primi messaggi furono educati: “Buonasera Angela, come sta?”, “Vedo che è nuova nel gruppo”.
Poi, come tutti gli altri, passò alle immagini più intime.
Angela le aprì di nascosto, in cucina, mentre preparava il caffè.
Il cazzo di Roberto era lungo, spesso, venoso, decisamente più imponente di quello di Luigi, che negli anni si era un po’ ritirato su se stesso.
Provò un piccolo tuffo al cuore, attrazione mista a malinconia.
Quella sera stessa, quasi per compensare quel pensiero proibito, Angela si avvicinò a Luigi nel letto. “Amò, ti va di fare l’amore?” sussurrò.
Luigi, sorpreso e felice, accettò subito.
Si unirono come sempre: lui sopra, movimenti lenti, affettuosi.
Mentre gli accarezzava il membro prima di guidarlo dentro di sé, Angela non poté fare a meno di paragonarlo.
Era caldo, familiare, ma piccolo rispetto a ciò che aveva visto in foto.
Il pensiero di Roberto la attraversò come una scossa, e venne in silenzio, stringendo Luigi più forte del solito.
Il mattino dopo trovò un nuovo messaggio di Roberto: un video.
Esitò a lungo, il dito sul play.
Alla fine premette.
L’inquadratura era fissa sul corpo nudo di lui, sdraiato sul letto.
Roberto si era depilato completamente: petto, pube, tutto liscio, curato.
Mostrava di tenere alla propria immagine. La telecamera scese piano fino al sesso già duro, eretto verso l’alto.
Lui iniziò a masturbarsi con movimenti lenti, sicuri.
Non c’era audio parlato, solo il suo respiro che si faceva via via più profondo.
Angela guardò ipnotizzata: la mano saliva e scendeva, il glande gonfio luccicava.
Dopo minuti che le parvero eterni, Roberto venne.
Gli schizzi furono potenti, numerosi, bianchi e densi, che gli ricaddero sul ventre e sul petto.
Angela rimase a bocca aperta.
Non ricordava di aver mai visto tanta sborra, né così proiettata con forza.
Luigi, negli ultimi anni, produceva solo qualche goccia timida.
La sera successiva, quasi senza pensarci, Angela fece di nuovo la proposta al marito. Stavolta, poco prima che lui finisse dentro di lei, gli sussurrò all’orecchio: “Vieni fuori, sulla pancia, ti va?”.
Luigi la guardò stupito, poi eccitato da quella richiesta insolita.
Si ritrasse e si masturbò brevemente sopra di lei.
Quando venne, furono due o tre schizzi modesti, caldi ma scarsi, che le si deposero sull’ombelico.
Angela sorrise per non farlo accorgere, ma dentro provò una fitta di malinconia. Confrontava senza volerlo: quantità, distanza, vigore.
Tutto in Roberto sembrava appartenere a un altro mondo.
Da allora Roberto rimase un vizio virtuale. Si scambiarono ancora qualche messaggio, qualche altra foto, un altro video.
Angela non tradì mai Luigi fisicamente, non cercò incontri.
Ma quella malinconia dolce e un po’ amara le rimase a lungo nel petto, il pensiero di ciò che avrebbe potuto essere, di un corpo giovane e prestante che non avrebbe mai toccato davvero.
La sera, quando abbracciava il marito addormentato, chiudeva gli occhi e, per un istante, immaginava mani diverse, un calore diverso, una forza che la vita monotona le aveva negato.
Poi sospirava piano e si stringeva a Luigi, l’unico uomo che avesse mai avuto veramente.
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